Artists/Guestlist
BLAWAN (Hessle Audio,r&s,Sheworks..)

Che l’inglese Jamie Roberts, classe 1987 sia un personaggio molto particolare, lo si evince da un’occhiata veloce alle etichette che hanno prodotto i suoi debutti artistici. Hessle Audio, Warp e R&S sono infatti un sogno per la stragrande maggioranza dei produttori d’elettronica, ma non per il futurista e visionario Blawan, che su quelle labels ha mosso i primi passi. Richiesto dai principali club e festival europei, le sue sperimentazioni House, Techno, Bass e Dubstep, hanno scomodato paralleli con i guru della techno mondiale, Jeff Mills e James Blake tra tutti.
Primo classificato tra le 50 top-tracks del 2011 di Resident Advisor, arriva il 9 Marzo per la prima volta nella capitale, pronto ad aprire nel migliore dei modi le porte del“Pull My DayC”.
DIGI G’ALESSIO (LuckyBeard)

Cristiano Crisci, aka DIGI G’ALESSIO, artista fiorentino classe 1981, è la dimostrazione di come la creatività e l’impegno possano portare lontano,distaccandosi da modelli musicali “pre-imposti” che egemonizzano il panorama elettronico mondiale.
Dietro il suo geniale moniker, il nostro Digi nazionale è riuscito a farsi apprezzare qua e là per l’Europa grazie ad una costante ricerca musicale, che lo porta a sfuggire da qualsiasi catalogazione. Tra sudore e macchine, le sue performance sono un viaggio in cui svariati generi musicali perdono schemi e distinzioni convenzionali. Produttore iperprolifico, amante della cultura popolare africana, ha stampato per una miriade di label come Quantum Bit, Bedroom Research e Phonocake, sempre lontano dalle regole del mercato e sempre rigorosamente in free download.
REGIS (Downards,Sandwell District)

Regis è uno dei tanti nomi dietro il quale si cela KARL O’CONNOR. Le sue produzioni dei primi anni novanta contribuiscono a sancire il ruolo dell’espressione artistico-culturale, popolare e dal basso, come risposta più adeguata al declino sociale ed urbano della sua città, Birmingham.
Per quanto riguarda la Techno, rappresenta per noi una delle scelte simbolicamente migliori in campo europeo: Regis ne ha attraversato le evoluzioni più significative, unendo la sensibilità UK alle istanze ritmiche legate alla scuola Tresor berlinese: un’infinità di produzioni di valore, set incendiari in tutto il globo ed uno spirito Punk sempre vivo. Collabora con una lista infinita di artisti tra cui surgeon (British Murder Boys), Robert Hood e James Ruskin(O/V/R), che contribuiscono a plasmare il suo ultimo progetto, “sandwell district”: un collettivo/label a tutela del movimento techno, nell’accezione più coerente al concetto di underground.
Il valore di Regis esula dal campo strettamente musicale: nel 2010, nell’ambito della rassegna Narcissus Trance presso la “Event Gallery” di Londra, porta il suo contributo nell’esplorare l’eredità del pensiero critico di Marshall Mcluhan sulle potenzialità dell’arte come mezzo di liberazione dalle imposizioni omologanti dei media, un “processo che anestetizza il sistema nervoso consentendo ai mezzi tecnologici di fondersi con la mente”.
MIKE HUCKABY (Deep Transportation,Synth,Tresor)

Mike Huckaby fà parte di quella schiera di pionieri che agli inizi degli anni novanta contribuirono alla diffusione della techno da Detroit in tutto il globo.
Produttore, tastemaker, insegnante: Mike huckaby ha fatto molto per la musica elettronica. Ne conosce tutte le radici e le evoluzioni culturali, è uno che ha sempre guardato oltre l’hype del momento e le fratture all’interno della scena. Suo il merito di trovare l’equilibrio perfetto tra Techno e Deep House.
Oggi la sua attività si divide tra produttore , remixer (ha mixato la 20esima compilation dello storico Tresor di Berlino) ed istruttore per conto di Ableton e Native Instrument, per cui tiene workshop e seminari in tutto il mondo.
LEVON VINCENT (Underground Quality, Novel Sound, Ostgut Ton)

Levon Vincent cresce nella east coast. Arrivato a New York comincia a lavorare nel leggendario Halcyon Records Shop, siamo nel 2001 anno in cui nasce “MoremusicNY”, l’etichetta dove Levon fà uscire i suoi primi pezzi. Nel frattempo incontra Jus-Ed con il quale lancia l’ormai nota “Underground Quality”, etichetta di culto per gli amanti dell’House di qualità. In seguito si sposta a Berlino, dove raggiunge la notorietà internazionale grazie a releases come “Late Night Jam” sul Panorama Bar 02.
Nel 2011 esce sulla sua Novel Sound “Man or mistress”, che strapazzando i dancefloor in ogni angolo del pianeta, diventa subito un grande classico.
Il 2012 vede infine la sua consacrazione con il Fabric63 per il noto club di Londra, che ottiene il primo posto nella classifica dei migliori mix dell’anno di Resident Advisor.
Levon è considerato uno dei protagonisti della rinascita musicale di New York degli ultimi anni, la sua musica è un viaggio cosmico fatto di beat statici, ma mai banali, accompagnato da note e suoni magici che dirigono nei meandri più sconosciuti e oscuri dell’house e della techno.
MARTYN (3024,Brainfeeder,Ostgut Ton)

Martijn Deijkers, in arte Martyn, sfida le più facili categorizzazioni. La sua interpretazione della “bass music”, con un suono avvolgente, dai dettagli intricati e ritmicamente preciso, è divenuta emblematica di tutto quel che guarda in avanti nel dubstep e nella techno, fuori dalle convenzioni e in continuo avanzamento verso ciò che è nuovo o che è prossimo a venire.
In tutta la sua carriera, l’olandese (e ora residente a Washington DC) è sempre stato in una scena a sé. Ciascuna delle sue uscite discografiche è una progressione rispetto alla precedente, e un’evoluzione verso quel che il mondo elettronico raggiungerà nel vicino futuro.
Dopo aver cancellato interamente i confini fra dubstep e techno nel 2007 con il suo EP ‘Broken’, le sue uscite successive su Tempa, Applepips e Hessle Audio (fra cui il suo remix di ‘Broken Heart’ di TRG) hanno dato il via a future esplorazioni in quattro quarti, e il suo album di debutto ‘Great Lenghts’ (2009) ha stabilito un nuovo standard, rifiutando di farsi classificare in un genere identificabile e ottenendo riscontri anche fuori dall’ambito della “bass culture”, fino a portarlo a produrre lo storico 50° mix album nella prestigiosa serie targata Fabric.
Il 2011 vede Martyn portare le sue performance e le sue creazioni musicali al livello successivo, combinando suoni e visual in un live show brillantemente interattivo, basato sul suo nuovo album ‘Ghost People’, che è stato appena pubblicato dalla Brainfeeder (l’etichetta di Flying Lotus), e che sta portando il suo suono a vertici astrali.
SPOEK MATHAMBO (Sub-pop)

Secondo i media di mezzo mondo (Timeout London, New York Times e BBC Music tra tutti) è considerata la band più attesa del 2012, si esibiranno per la prima volta in Italia come ultimo show del loro tour mondiale.
Spoek Mathambo è un’esperienza.
Cioè ascoltarlo è qualcosa di deviante.
Sa di binari paralleli di un pianeta distante che, curva dopo curva, si avvicina repentinamente al contatto con il nostro senza mai lambirlo veramente, fuggendo poi a gambe levate tra tunnel e montagne impervie.
“Father Creeper” è il secondo album dell’artista sudafricano, il primo per la lungimirante Sub Pop che mette a segno un altro centro topico, ed è un lavoro entusiasmante.
11 tracce di Township Tech, neologismo da lui medesimo coniato ai tempi dell’opera prima “Mshini Wam”, che si appisolano sul diaframma senza mai smettere di essere ficcanti, in cui ogni tipo di input figlia direttamente dal Ghetto post Apartheid.
Dove il termine Ghetto racchiude in sé tutte le risorse non calcolate che, come pietre preziose appunto, intarsiano ogni spigolo del continente nero nel suo quotidiano: arte, musica e relazioni umane.
Spoek se la smazza bene, comunque, e sintetizza il suo personale approccio in una tela fitta di richiami schizoidi tra passato e futuro del Beat.
Che sia Afro, con tutta quello che di ancestrale ruota attorno al funk e al rock di Fela Kuti e Ebo Taylor, o Electro, partendo ad esempio dalle ritmiche sghembe dei conterranei Die Antwoord e compagnia bella, ma con un tasso di ricerca e raffinatezza assolutamente non paragonabile.
Nthato Mokgata (eggià questo è il vero nome di Spoek) riesce così a costruire con “Father Creeper”, dal suo quartier generale di Johannesbourg, un continuum spazio temporale tra le culture musicali dominanti dell’ultimo mezzo secolo.
Legandole a doppio filo con quella cantilena nasale che è un miscuglio fatale di rap old school e soul, e che in realtà è l’esatta istantanea della cifra espressiva che gli corrisponde: marchiata a fuoco tanto dall’incedere viziato della noia quanto dai crescendo devastanti.
Dunque l’unica cosa che davvero non riscontrerai in tutta la lunghezza di questo strano assemblaggio è l’odore stantio di banalità, o il pressappochismo del pour parler, insomma intendila un pò come meglio credi.
Aiutato infatti da un manipolo di bravi amici e artisti, si svincola con intelligenza da generi e mode, sfiorandoli però tutti quanti con una scafatezza che ha dell’incredibile.
Nel senso che Nthato prende il meglio da tutto senza mai sporcarsi le mani.
Dal rock chitarroso (“Let Them Talk”, “Dog To Bone”, “Stuck Together”), come dall’hip hop alieno (“Kites”, “Skorokoro”) e dal dubstep (“Venison Fingers”, “Father Creeper”, “We Can Work”), con esiti di coesione finali sorprendenti.
Potremmo definitre la sua musica come Post Dubstep Apocalittico, dato che anche le liriche non inneggiano certo al cazzeggio tout court.
Fatto sta che nel suo insieme bastardo “Father Creeper” vince e convince su tutta la linea, con l’accortezza di non lasciare in giro filtri e cartine mal tagliate.
It began in Africa?
Il costo contenuto dei biglietti d’ingresso rende l’iniziativa ancor più lodevole, espressione di un duplice obiettivo: creare un intrattenimento di qualità e renderlo, a tempo stesso, accessibile a tutti. Il desiderio di arricchire il panorama della cultura musicale del nostro paese con testimonianze non effimere è sempre uno strumento valido per formare e qualificare il pubblico attuale e potenziale.
ENA (JAPAN/7even)

Music producer from Tokyo, ENA is a major player of the Japanese underground Dubstep and
Drum & Bass scenes for more than a decade.
Taking influences from early Drum & Bass productions,
Rave sound and Abstract Hip Hop, quoting names such as Photek, Krush, Source Direct and
Renegade Hardware, ENA is recognized for his tight production technique and massive audio
dynamics, as well as for his Djing selection and technical quality.
Uncompromising, forward-thinking
and unique, his releases on 7even Recordings, CX:Digital, HE:Digital, Hymen, Horizons Music,
supported by Loxy, Rockwell ,Sabre, Consequence, Distal and Peverelist to name but a few, have
pushed his profile on the international scene, notably being asked in June 2012 by Resident Advisor to
provide the episode n°313 of their acclaimed RA pod cast series.
SUNIL SHARPE (IRELAND/Sheworks/Black Sun Records/Earwiggle)

Sunil Sharpe is one of Ireland’s most celebrated underground DJs. Honing his turntable skills at the end of the ’90s, he played his first club gigs in late 2000 - soon gaining a formidable reputation for his quick fire mixing and fast paced sets that were to be heard regularly across the country and in many parts of Europe (including an early appearance at Berlin’s Tresor Club in 2001).
Sunil’s first vinyl releases came in 2006, however recently dedicating more time to production, a fresh wave of 12”s in the last year on Komisch (as ‘Tricaustic’), Black Sun Records and Blawan & Pariah’s ‘Works The Long Nights’ (aka Sheworks), as well as a number of well received remixes, have signaled an exciting new stage in his ever-evolving career. With techno moving back to a more intense sound again recently, Sunil’s productions have never felt more at home.
After a near 8-year spell working at Spindizzy record shop (2002-10), Sunil made the move to All-City where he has established a space for new and secondhand techno/electro/house vinyl under the Earwiggle banner, as well as an in-house label of the same name - that counts anodyne, Steve Stoll, Paul Birken and Freddy Fresh amongst its small group of artists.
Sunil has been part of national station RTE 2FM’s ‘Late Night Sessions’ team since 2006 (after a long run on both local and pirate radio), where each month he features his top selection of new music as well as guest appearances from some of his favourite acts. He is also a DJ Techniques tutor at Bray Institute of Further Education, where he has taught each year since 2005.
Sunil’s popularity has extended its way outside of the techno scene too, and he was further acknowledged in 2011 when he was voted ‘Best DJ’ at the Irish Dance Music Awards. A firm believer in playing the very best records he has rather than only the new, Sunil’s DJ sets reflect his favourite styles from the past up to the present, with his trademark techno energy showing no sign of letting up.
AGENT. (DayC)

Agent., maestro dello scratch con gomito, e pioniere del dj-set senza consolle. Cresciuto a Fonzies e radiazioni nucleari, il corpo cosí esile ne é la conseguenza. Con i suoi dischi ti mette a dura prova il menisco…hai sentito bene: il menisco, non il culo, perchè con la sua musica devi lavorare di piedi, footwork-bass-juke-future garage e tanta altra roba.
E’ il pupillo della crew, ti stupisce sempre senza negarti, ahimè, un pó di meritata cassa dritta. Unisce la sperimentazione al dilettevole.
GHEZZY (DayC)

I suoi dj set eclettici, ma sempre fedeli al genere, sembrano disegnare un’autostrada “Chicago->Detroit” sola andata. Dalla pura house music, attraversando le sue sonorità più profonde e dritto direzione techno.
YNAKTERA (Stochastic Resonance)

Dario Colozza è un artista audio/video, produttore musicale e performer di arte elettronica e contemporanea, residente a Roma; sotto lo pseudonimo “ynaktera”, con un estetica atmosferica e minimalista e con una solida base matematica e fisica ottenuta negli studi in ingegneria e una lunga esperienza musicale, ha intrapreso la sua ricerca espressiva nella musica sperimentale, focalizzando l’attenzione sulle caratteristiche più pure e matematiche del suono. Fa parte di Stochastic Resonance, un gruppo di ricerca artistico, volto all’unione dei confini fra arte ed errore, considerando quest’ultimo come il mezzo per arrivare ad una più completa, matura e profonda percezione dell’arte.
MEZE

Meze was born between London and North Africa. His sound is been around for long time now, always with different pseudo-names. Has worked as active part of the legendary collective Bradfod Bahamas based in London.
Crackling of sounds, distorted beats, foot-working music, this is how we can define his sound. Always researching possible tools for producing sounds, Meze is a truly experimentalist with a rhythm attitude. Inspired by the ghost of traditional Africans rhythms, Meze is an obscure identity in constant travel. Gripping, rolling, dread sounds of breathtaking humidity.
ORREE

Focused on the interplay between ears, heart, brain, feet, legs and more in general bass music, Orree is addicted to records, 808, field recording, passive speakers and analog amplifiers.
AYARCANA (Soupumusic)

About Ayarcana is that he lives in Italy, earlier this year he released some good future bass “Getaway EP” on Deepsession Records and now is ready for the upcoming release of music soupu, he shared stage with guys like Drop The Lime and French Fries, DJ Shiftee’s remix on his tune «Allright» was exclusively given away through МИШКА Bloglin, Valta(kievbass) play my dubs in your show on SUB.fm on a regular basis and…

Da sempre purista del vinile di cui ne e’ anche collezionista ama fondere tutte le sue esperienze musicali nei suoi dj set in base alle situazioni in cui si trova, dj resident nelle Dancity Nights, ha partecipato alle maggiori situazioni underground italiane, grande frequentatore di club ed eventi in varie parti del mondo per cultura personale e per grande passione per la musica….
FRANZ ROSATI (Nephogram)

Sound-artist, musicista elettroacustico e programmatore multimediale residente a Roma, realizza performance audiovisive, installazioni interattive e software per scopi didattici come gli esempi interattivi per il libro Electronic Music & Sound Design. Principalmente interessato ad un’estetica che rappresenti la discontinuità e l’organicità di processi non lineari e caotici, sviluppa il software necessario per la propria produzione musicale e visuale. Con questa idea porta avanti da anni diversi progetti in solo e con strumentisti di differenti estrazioni musicali quali GRIDSHAPE e il collettivo Franco Ferguson. Ha aperto concerti per musicisti di spicco nel panorama internazionale quali Pan Sonic e Frank Bretschneider (Raster-Noton). E’ fondatore dell’etichetta Nephogram ed attualmente docente di Sound e Media Design presso lo IED di Roma.
COMMODITY PLACE (Electronique)

Il Progetto Commodity Place nasce dalle intuizioni musicali di due musicisti romani, Massimiliano Loretucci (Computer e Synth) e Riccardo Frosoni (Chitarre e Percussioni).
Il loro suono, caratterizzato dalle più raffinate influenze elettroniche e psichedeliche, trova un magico punto di incontro, fondendosi in un perfetto equilibrio melodico e ritmico.
Musicisti del calibro di Carl Craig, Francois Kevorkian, Manuel Gottsching, Radioslave, Paul Nazca, John Daly, Woolfy, Henrik Schwarz e Lory D, Ricky L e Sauro Cosimetti hanno riservato apprezzamenti per lo stile unico di questo giovane duo, mentre la stampa inglese non ha usato mezzi termini definendo le loro produzioni come degli autentici capolavori.
La loro prima uscita, Not Ordinary Day per la Còclea Music Ltd, aprì scenari incandescenti e visionari, un viaggio cosmico tra sonorità echeggianti di chitarra e arpeggi di synth nel quale abbandonarsi completamente.
I loro lavori risultano essere molto ricercati anche per la sonorizzazione di Documentari e Short film (come il teaser video per la presentazione dell’edizione 2010 del festival Dissonanze, uno dei festival più importanti del panorama italiano ed internazionale, ed il cortometraggio “Tiro A Vuoto” per il Centro Sperimentale di Cinematografia di Roma.
LIQUID (Electronique)

Fondatore e giornalista della webzine Electronique.it (www.electronique.it) e collezionista di musica elettronica.
I suoi set sono un viaggio continuo nei territori ambient partendo dalle intuizioni della Kosmische Musik tedesca per passare alla new age, all’ IDM ed a moderne strutture sonore sperimentali.
SCUAL (Stochastic Resonance)

Special Cures for Uncurable Anesthetized Lovers - is a multimedia project.
Born as an experimental web platform for the publication of multidisciplinary projects, as results of personal works and collaborations, it then moved on the physical plane, first with the activity of VJing, then by proposing multimedia performances and installations.
Scual was one of the initiatives that have created the network of artistic research, Stochastic Resonance.
For more info,please contact us at daycproduzioni@gmail.com